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Pape Satàn, pape Satàn aleppe |
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Venerdì 12, Sabato 13 e Domenica 14 settembre 2008
Questo oscuro verso risuonerà come un avviso nel «loco ove convien che
i fortezza t'armi»: la selva, il colle, il nobile castello, la città di
Dite, il cimitero degli epicurei, il bosco delle Arpie, le malebolge e
poi i fiumi, l'Acheronte, lo Stige, la Flegetonta, che precipitano
verso l Cocito in un imbuto infernale a forma di "V", di Valvasone. Il borgo medievale apre le sue vie ai luoghi dell'Inferno, ispirandosi a quella summa dell' immaginario medievale che è la prima cantica della Commedia di Dante Alighieri da Firenze.
Entrando in Valvasone si riveleranno piccoli quadri del mondo medievale e sarà come sfogliare un codice miniato che riempirà di colori preziosi il viaggio.
Nel secolo XIII l'attività miniatoria si sposta dagli scriptoria dei monasteri a quelli delle università e delle corti; l'iniziativa porta a un grande sviluppo della miniatura, non più riservata solo ai testi sacri. La miniatura è generalmente collocata tra le arti minori, ma non va dimenticato che, in particolari momenti storici, assunse anche una funzione notevole nella diffusione della cultura. Per questi motivi i codici miniati trecenteschi della Commedia, il Laurenziano, il Palatino e il codice conservato in Friuli, alla biblioteca Guarneriana di San Daniele, sono la principale fonte d'ispirazione per l'interpretazione
scenica della cantica dantesca.
Le miniature dei codici dell'Inferno dantesco, accompagnate dai versi del Poeta, prenderanno così forma, interpretate da attori, musicisti e comparse secondo l'uso medievale della sacra rappresentazione.
S'inizierà con lo smarrimento di Dante nella Selva oscura, per poi proseguire, con Virgilio, attraverso i nove cerchi dell'oltretomba infernale, fino alla natural burella che li condurrà nell'emisfero australe, sulla spiaggia del Purgatorio. |
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